Il 2024 ha segnato un anno positivo per il sistema portuale campano. I porti di Napoli e Salerno hanno registrato un incremento complessivo del traffico merci del +4,7% rispetto all’anno precedente, movimentando 33,4 milioni di tonnellate. Un segnale incoraggiante per tutta la filiera logistica e doganale, che testimonia una ripresa solida, pur in un contesto internazionale ancora incerto.

Nel dettaglio, il porto di Napoli ha gestito 18,7 milioni di tonnellate (+5,7%), mentre Salerno ha movimentato 14,7 milioni di tonnellate (+3,4%). Particolarmente rilevanti i dati del traffico container, che ha raggiunto a Napoli i 560.560 TEU (+2,3%) e a Salerno i 420.218 TEU (+3,5%). La crescita riguarda anche i rotabili: +6,8% a Napoli e +5,3% a Salerno.

Questo trend positivo rappresenta, per i doganalisti, un doppio stimolo: da un lato la necessità di garantire tempestività e precisione nelle operazioni doganali in un contesto in espansione; dall’altro, la possibilità di offrire valore aggiunto alle imprese che operano su questi scali, ottimizzando i processi di sdoganamento e di compliance.

In particolare, l’aumento del traffico containerizzato impone una sempre maggiore attenzione alla gestione documentale e ai controlli di sicurezza. Le merci in arrivo e partenza richiedono verifiche rapide ma rigorose, soprattutto in vista delle nuove sfide legate alla digitalizzazione doganale e all’adozione piena del Codice Doganale dell’Unione (CDU).

Anche l’espansione del traffico ro-ro e delle rinfuse solide e liquide – che crescono rispettivamente del +5,9% e +9,3% nel solo porto di Napoli – implica un’intensificazione dell’attività degli operatori doganali, che devono presidiare flussi complessi e spesso ad alta frequenza.

Nel porto di Salerno, la presenza di linee marittime regolari e di un traffico in costante crescita offre l’opportunità di sviluppare nuovi servizi integrati, come lo sdoganamento in mare o il pre-clearing, rafforzando la competitività dello scalo e dei suoi operatori.